Trasporto su strada 2026: il bilancio di primavera

In breve

  • Il gasolio è aumentato del 26% in un solo trimestre in Europa, passando da circa 1,56 € a 1,96 € al litro — e le tariffe di trasporto seguono.
  • Il conto del carbonio diventa reale: dal 2026 i paesi UE devono applicare un pedaggio basato sul CO2 ai veicoli pesanti (direttiva Eurobollo).
  • In Francia le zone a basse emissioni si inaspriscono e il tachigrafo intelligente di 2ª generazione (Gen2) diventa obbligatorio per i veicoli oltre 2,5 tonnellate dal 1° luglio 2026.
  • La carenza di autisti si aggrava: oltre 426.000 posti non coperti in Europa.
  • Di fronte a costi in gran parte subiti, l’ottimizzazione dei percorsi resta la leva che il trasportatore controlla davvero.

Un trimestre sotto pressione

L’attualità del trasporto su strada nel 2026 non lascia tregua ai trasportatori. Tra marzo e giugno, quattro temi hanno dominato l’agenda: l’aumento del carburante, l’arrivo concreto della tariffazione del carbonio, l’inasprimento normativo in Francia e una carenza di autisti che continua ad aggravarsi.

Presi singolarmente, ciascuno di questi temi pesa sui margini. Combinati, disegnano un contesto in cui ogni inefficienza costa caro. Ecco cosa è cambiato in questa primavera — e dove il controllo resta nelle vostre mani.

I dati di questo articolo riflettono la situazione del primo semestre 2026.

Carburante e tariffe di trasporto: la pressione cresce

È lo shock più immediato. Il prezzo del gasolio in Europa è passato da circa 1,56 € al litro a fine 2025 a 1,96 € a fine primo trimestre 2026, un aumento di quasi il 26% in un solo trimestre. Per una voce di costo che rappresenta una delle principali spese operative di un trasportatore, l’impatto sulla redditività è brutale.

Meccanicamente, le tariffe contrattuali di trasporto salgono in tutta Europa. Ma trasferire l’intero aumento sui clienti non è mai semplice, soprattutto in mercati tesi. Il risultato: il margine viene compresso da entrambi i lati.

La conseguenza è chiara. Quando il carburante costa un quarto in più, ogni chilometro percorso a vuoto o in eccesso non è più una piccola inefficienza — è una perdita diretta, amplificata.

Il conto del carbonio arriva davvero

Annunciata da tempo, la tariffazione del carbonio diventa una realtà operativa.

La revisione della direttiva Eurobollo impone ora agli Stati membri di integrare un pedaggio basato sul CO2 nei pedaggi per i veicoli pesanti. In pratica, dal 2026 il carbonio diventa un costo di trasporto alla pari del carburante. La Polonia ha registrato il maggiore aumento di pedaggio nell’UE nel primo trimestre 2026, con +33% per un complesso Euro VI standard.

Due sfumature da conoscere:

  • L’ETS2 — il meccanismo che estende la tariffazione del carbonio ai fornitori di carburanti stradali — dovrebbe essere posticipato da gennaio 2027 a gennaio 2028. Il suo impatto stimato nel lungo periodo: dal +10% al +22% sul prezzo del gasolio.
  • In cambio, l’UE prolunga l’esenzione dal pedaggio per i camion a zero emissioni, un segnale chiaro a favore della decarbonizzazione delle flotte.

Eurobollo: direttiva europea che regola la tariffazione dell’uso delle strade da parte dei veicoli pesanti. ETS2: secondo sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE, applicato ai carburanti.

Francia: ZTL, pedaggio chilometrico e tachigrafo Gen2

Sul fronte francese, tre temi concentrano l’attenzione dei trasportatori.

Le zone a basse emissioni (ZFE) continuano a inasprirsi, con l’esclusione progressiva dei veicoli Crit’Air 3. Per la distribuzione urbana è un vero rompicapo: le regole variano da una città all’altra e occorre anticipare il rinnovo della flotta.

L’estensione del pedaggio chilometrico per i veicoli pesanti a tutta la rete nazionale continua ad avanzare in fase di consultazione — un tema da monitorare attentamente, poiché modificherebbe l’equazione economica di molti percorsi.

Infine, una scadenza certa: dal 1° luglio 2026, il tachigrafo intelligente di 2ª generazione (Gen2) diventa obbligatorio per i veicoli commerciali oltre 2,5 tonnellate destinati al trasporto internazionale.

ZFE: zona a basse emissioni. Crit’Air: contrassegno che classifica i veicoli in base al livello di inquinamento. Gen2: tachigrafo intelligente di seconda generazione.

Carenza di autisti: il muro demografico

La mancanza di autisti non è più una previsione, è una crisi consolidata. L’Europa conta ora oltre 426.000 posti di autista non coperti, contro 233.000 nel 2023. L’età media di un autista di veicoli pesanti si avvicina ai 47 anni, e quasi un terzo della professione ha più di 55 anni.

Nel febbraio 2026, la Commissione europea ha pubblicato uno studio sul reclutamento di autisti provenienti da paesi terzi, e il progetto SDM4EU dell’IRU è entrato in una nuova fase per facilitare questa mobilità. Ma queste leve richiederanno tempo per produrre effetti.

Nel breve termine, la realtà è semplice: occorre trasportare tanto — se non più — con meno autisti disponibili. Ogni percorso mal progettato immobilizza un autista scarso su un tragitto che si sarebbe potuto evitare.

La tecnologia risponde: l’ottimizzazione al centro

Di fronte a queste pressioni, anche la tecnologia logistica si è mossa molto in questa primavera.

Il mercato si sposta verso motori di instradamento “API-first”, che disaccoppiano il calcolo di ottimizzazione dall’interfaccia e restituiscono alle aziende il controllo sovrano dei propri dati. Gli agenti AI autonomi avanzano in tutta la catena logistica, capaci di concatenare instradamento, verifica dei trasportatori e fatturazione.

Soprattutto, i guadagni sono misurabili. Secondo Gartner, l’instradamento dinamico consente di ridurre i costi del carburante del 10-15% rispetto alla pianificazione statica. Gli approcci di ottimizzazione più avanzati riducono i chilometri a vuoto fino al 41%. In altre parole: la tecnologia non elimina l’aumento dei costi, ma ne assorbe una parte decisiva.

L’unica leva che controllate davvero

Carburante, pedaggi, carbonio, demografia: la maggior parte di questi fattori è subita dall’esterno. Non siete voi a fissare il prezzo del gasolio, l’importo dei pedaggi CO2, né il numero di autisti disponibili sul mercato.

Ma siete voi a decidere il percorso di ogni veicolo e il riempimento di ogni camion. È esattamente qui che l’ottimizzazione dei percorsi e l’ottimizzazione del carico fanno la differenza: meno chilometri, meno veicoli mobilitati, meno carburante bruciato, meno CO2 emesso — e quindi meno pedaggio carbonio.

È questa la promessa di Octave Engine: uno strumento di ottimizzazione semplice e veloce, ospitato in Francia e nell’UE, che trasforma i vostri vincoli in piani di percorso e di carico ottimizzati in pochi secondi. I vostri dati logistici — volumi, clienti, valori — non escono mai dall’Unione Europea.

In un settore in cui tanti costi sfuggono al controllo del trasportatore, vale la pena agire su quello che resta nelle vostre mani.

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Fonti