Camion elettrico: la pianificazione dei giri cambia

Ultima notizia (06/10): Svizzera: i camion elettrici esenti dalla TTPCP fino al 2030

In breve

  • Hannover, 15-20 settembre: l’IAA Transportation conferma l’arrivo del camion elettrico a lungo raggio (Tesla Semi europeo, BYD ETT 44, Volvo, MAN).
  • Lo stesso 15 settembre, un camion senza cabina inizia a rifornire un Lidl vicino a Kassel: un dimostratore, ma un segnale forte.
  • La ricarica è il vero tema: circa 730 punti oltre i 350 kW in Europa, contro i 35.000 punti a megawatt necessari nel 2030.
  • La pianificazione dei giri cambia vincoli: l’energia sostituisce i chilometri, la colonnina diventa una fascia oraria da prenotare, la ricarica deve cadere durante la pausa.
  • Le flotte miste saranno la norma: quale veicolo per quale giro?

Una settimana di settembre che dice tutto — Hannover ed Edermünde

La pianificazione dei giri con camion elettrico finora era un tema da studi prospettici. Settembre 2026 l’ha resa concreta. Dal 15 al 20 settembre, l’IAA Transportation 2026 ha riunito ad Hannover oltre 140.000 visitatori e 1.589 espositori da 46 paesi. Lo stesso 15 settembre, a circa 200 km di distanza, un camion senza cabina iniziava a rifornire un punto vendita Lidl a Edermünde, vicino a Kassel.

Per gli operatori, una domanda: cosa cambia nel modo di pianificare?

I dati di questo articolo riflettono la situazione al 24 settembre 2026. Aggiornato il 30 settembre 2026: studio di T&E sul costo di un camion elettrico in Francia.

Il camion elettrico a lungo raggio esce dai saloni

Cosa è stato annunciato ad Hannover

  • Tesla Semi, versione europea: 550 km a 40 t di massa complessiva combinata (semirimorchio compreso), 1 kWh/km, meno di 9.100 kg a vuoto, ricarica fino a 800 kW (oltre il 60 % di autonomia in 30 minuti, secondo il costruttore). Dimostrazioni nel primo semestre 2027, consegne europee a fine 2027.
  • BYD ETT 44: un trattore 4×2 per 44 t, con una batteria LFP (litio-ferro-fosfato, una chimica robusta e meno costosa) da 651 kWh. Fino a circa 600 km secondo BYD, senza condizioni di misura precisate, e una ricarica oltre 1,5 MW (dal 20 all’80 % in una ventina di minuti). Consegne in Europa nel 2027.
  • I costruttori storici: Volvo annuncia fino a 700 km per il suo FH Aero Electric, MAN presenta una nuova generazione dell’eTGX e Milence ha dimostrato la ricarica a megawatt su camion Daimler Truck, MAN e Scania.

Sul fronte del mercato, Transport & Environment stima che i nuovi entranti (Tesla, BYD e altri) potrebbero conquistare dal 24 al 31 % del mercato europeo dei mezzi pesanti elettrici nel 2030, con un costo totale di possesso (TCO: acquisto, energia e manutenzione sommati) inferiore di circa il 12 %. Una proiezione che presuppone che questi costruttori rispettino i propri obiettivi di produzione.

Per la Francia, uno studio di Transport & Environment pubblicato il 28 settembre 2026 stima il risparmio di un camion elettrico prodotto in Europa in fino a 50.000 € in cinque anni rispetto al diesel, con un ritorno dell’investimento in quattro anni. Questo risultato si basa su sovvenzioni che possono raggiungere, secondo T&E, 107.000 € per camion, e su un profilo preciso: 116.000 km all’anno, il 75 % del chilometraggio in autostrada e l’80 % della ricarica al deposito. Senza questi aiuti, il risparmio scenderebbe a 10.000 € nel 2030. Prima di acquistare, confrontate questo profilo con il chilometraggio e la quota di autostrada dei vostri giri.

Il disegno di legge di bilancio francese per il 2027, presentato il 1° ottobre 2026, prevede un’aliquota ridotta dell’accisa di 0,50 €/MWh sull’elettricità di ricarica dei camion merci oltre 7,5 t alimentati esclusivamente a elettricità. Si applicherà solo dopo un’autorizzazione del Consiglio dell’UE, da una data fissata con decreto. Lo stesso disegno di legge riduce il vantaggio fiscale dei camion a gas, ED95 e B100: dal 2027 il loro superammortamento (suramortissement) sarebbe calcolato sul sovraccosto rispetto a un camion diesel, come già avviene per i camion elettrici. Queste misure possono ancora essere modificate fino al voto della legge a fine anno.

La ricarica, vero tema del salone

Il MCS (Megawatt Charging System) è lo standard di ricarica dei mezzi pesanti a 1.000 kW e oltre. Milence punta a 70 hub di ricarica entro fine 2027, di cui più della metà con MCS. MAN aggiunge 50 siti alla sua rete Charge&Go. Shell offre fasce di ricarica prenotabili. In Francia, Voltix, controllata del gruppo VINCI, ha messo in servizio il 2 ottobre 2026 a Vierzon (Cher), all’incrocio tra A20, A71 e A85, una stazione con 4 punti da 1,5 MW, ciascuno con doppio connettore CCS e MCS (8 punti previsti a regime). Presentata come la più potente di Francia per il trasporto merci, annuncia una ricarica in 30-45 minuti, compatibile con la pausa di 45 minuti. Voltix punta a 50 stazioni operative entro il 2028.

Il punto di partenza è modesto: circa 730 punti oltre i 350 kW in Europa oggi, per un fabbisogno stimato di 35.000 punti MCS pubblici nel 2030. La presidente della VDA, l’associazione tedesca dell’industria automobilistica, l’ha riassunto ad Hannover: i veicoli sono pronti, ma l’infrastruttura non avanza allo stesso ritmo.

Il quadro normativo, in breve

La componente CO2 nei pedaggi per mezzi pesanti è presentata nel nostro riepilogo della primavera 2026. Si aggiungono due punti. Il Parlamento europeo ha votato la proroga fino al 30 giugno 2031 della possibilità di esentare dal pedaggio i mezzi pesanti a zero emissioni, in tutto o in parte: decide ciascuno Stato membro. E la normativa su pesi e dimensioni concede ai veicoli a zero emissioni fino a 2 t in più, un bonus che Transport & Environment giudica insufficiente sulla lunga distanza.

Il camion autonomo — cosa testa davvero Lidl

Dal 15 settembre, un camion elettrico senza cabina, senza volante né pedali fa la spola tra il magazzino Lidl di Edermünde e un punto vendita vicino. Viaggia al livello SAE 4: il veicolo guida da solo, ma solo all’interno di un perimetro definito. Secondo Einride, è il primo camion di questo tipo in esercizio quotidiano su strada pubblica in Germania.

Il quadro resta prudente: autorizzazione dell’Ufficio federale della motorizzazione (KBA) dal 14 agosto 2026 al 28 febbraio 2027, 25 km/h al massimo, supervisione tecnica a distanza. Secondo Lidl, il veicolo trasporta 15 europallet di prodotti secchi, circola fino a tre volte al giorno e dovrebbe movimentare oltre 3.000 pallet nei quattro mesi del progetto. Il tragitto misura solo qualche centinaio di metri, secondo la stampa.

È un dimostratore, non una rivoluzione. Ma un grande distributore lo utilizza in condizioni reali. Il passo successivo annunciato è un milk run, un giro regolare che serve più punti in un ordine fisso, in un altro sito. È esattamente un problema di instradamento dei veicoli.

Camion elettrico: cosa cambia per la pianificazione dei giri

I vincoli non scompaiono: altri ne prendono il posto.

Elettrico — dalla distanza all’energia

L’autonomia diventa un vincolo di energia, non di chilometri. Il consumo varia con il carico trasportato, la pendenza, la velocità e la temperatura. Il freddo invernale ridurrà l’autonomia, come il caldo ha pesato sui giri di quest’estate. Un piano che regge in chilometri può quindi fallire in kWh.

La ricarica può coincidere con la pausa obbligatoria. Il Regolamento (CE) n. 561/2006 impone una pausa di almeno 45 minuti dopo 4 ore e 30 di guida. Sulla carta, 30 minuti di ricarica restituiscono al Semi oltre il 60 % di autonomia, e una ventina di minuti bastano al BYD per passare dal 20 all’80 %. Una ricarica collocata durante la pausa non costa quindi alcun tempo. Collocata male, lontano dalla pausa o su una colonnina occupata, può costare un’ora.

La colonnina diventa una risorsa da prenotare. Con le fasce prenotabili, la ricarica si pianifica come una finestra oraria di consegna, con lo stesso rischio di ritardi a cascata.

La batteria si mangia il carico utile. Il trattore Tesla pesa meno di 9,1 t a vuoto secondo il costruttore, e le 2 t regolamentari non sempre compensano la batteria. Ogni chilo conta quindi di più, il che rende ancora più utile l’ottimizzazione del carico.

I pedaggi ridisegnano gli itinerari. Un camion esente o a tariffa ridotta non ha lo stesso itinerario ottimale di un diesel sullo stesso tragitto.

I ricercatori hanno un nome per questo problema: l’EVRP (Electric Vehicle Routing Problem). È la variante del problema di instradamento dei veicoli che integra il livello di carica della batteria e le soste di ricarica.

Autonomo — la pausa scompare, arrivano altri vincoli

Senza conducente, non ci sono più tempi di guida né pause da rispettare. Ma il camion circola solo all’interno del suo dominio operativo (ODD, Operational Design Domain), cioè sui tratti e nelle condizioni per cui è stato validato. La sua velocità è limitata, resta necessaria una supervisione a distanza e la ricarica diventa l’unico motivo per fermarsi.

Tabella riepilogativa

DieselElettricoAutonomo (elettrico)
Limite principaleTempo di guida dell’autistaEnergia a bordoStrade autorizzate
Soste obbligatoriePause regolamentariPause + ricariche (da sincronizzare)Solo ricariche
Risorsa da prenotare—Fascia di ricaricaFascia di ricarica
Carico utileRiferimentoRidotto dalla batteriaSecondo il veicolo
Itinerario ottimaleCarburante + pedaggioEnergia + colonnine + pedaggio ridottoTratti validati

Flotte miste diesel-elettriche: la vera quotidianità dei prossimi anni

Nessuno sostituirà la propria flotta in un colpo solo. Diesel, elettrico e, localmente, autonomo condivideranno a lungo lo stesso piano di trasporto.

I grandi trasportatori si stanno preparando. Il 5 ottobre 2026 Geodis ha annunciato l’ordine di 110 camion elettrici da 44 t a Volvo Trucks e Renault Trucks, da consegnare entro maggio 2027, per consegne urbane e lunga percorrenza in Francia. La sua divisione Rete stradale europea conterà allora 190 veicoli elettrici. Il gruppo sta allestendo corridoi lungo i grandi assi francesi, con un punto di ricarica ogni 250-500 km: una sessantina di punti oggi, oltre 200 previsti entro il 2030. La lunghezza delle tappe si adegua quindi a questi punti.

La domanda non è quindi più soltanto «in quale ordine consegnare?», ma anche «quale veicolo per quale giro?». L’elettrico è adatto ai giri regionali prevedibili con rientro al deposito, dove ricarica di notte. Il diesel mantiene le lunghe distanze incerte; l’elettrico affronta la lunga percorrenza solo su assi regolari, scanditi da punti di ricarica controllati. L’autonomo si occupa delle navette brevi e ripetitive. E queste assegnazioni si ricalcolano in base agli ordini, alle colonnine disponibili e allo stato delle batterie.

Questa assegnazione è un problema di ottimizzazione a sé stante, che né un GPS né un foglio di calcolo risolvono (vedi l’ottimizzazione dei percorsi rispetto al GPS).

Conclusione — ciò che non cambia

Il camion cambia, ma un piano di trasporto resta indispensabile. Ogni nuova tecnologia aggiunge vincoli da modellare invece che subire: energia, ricarica, carico utile, strade autorizzate. Che la vostra flotta passi all’elettrico nel 2027 o nel 2032, la vera domanda è se la vostra pianificazione sa rappresentare questi vincoli.

Octave Engine si attiene a un perimetro ristretto: trasformare i vostri vincoli reali (fasce orarie, capacità, volumi, tempi di guida) in piani di giro e di carico ottimizzati, in pochi secondi, con dati ospitati in Francia e in Europa. Non è un TMS, né un software di gestione della ricarica, né uno strumento di conformità normativa.

Parliamo dei vostri giri: quali potrebbero passare all’elettrico senza cambiare un solo orario di partenza?

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